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IL PASSAPORTO IMPLANTARE

ARRIGO PERONDI

AUTORE

Tutti conoscono l’esistenza dei passaporti personali, ma pochi ancora sanno che esistono anche i passaporti implantari.

Il passaporto implantare racchiude le specifiche dell’impianto che vi è stato posizionato all’interno della bocca: marca, modello, lunghezza, diametro, ossia tutto quello che serve all’odontoiatra per capire di cosa si tratti e come intervenire.

In Italia abbiamo più di 600 sistematiche implantari di cui:

  • la maggior parte non hanno le adeguate certificazione e non dovrebbero neanche essere commercializzate;
  • molte possiedono delle certificazioni di poco valore;
  • poche la certificazione europea;
  • pochissime hanno la certificazione della FDA che garantisce l’altissimo controllo di qualità del prodotto.

Alla luce di tutto ciò non avere il passaporto implantare e dover intervenire su uno o più impianti è, per il professionista, come cercare l’ago in un pagliaio!

In questo caso, non sapere quale componentistica utilizzare renderebbe difficoltose le cure o nella migliore delle ipotesi condurrebbe ad un ritardo nelle tempistiche e ad un sicuro aumento dei costi.

Abbiamo diversi tipi di passaporto implantare: grandi, medi, piccoli, più o meno graziosi e completi, ma la cosa importante è che devono avere lo spazio dove apporre la targhetta adesiva che proviene dalla scatola dell’impianto.

Quindi se doveste eseguire un intervento implantare, accertatevi che lo studio da voi scelto utilizzi il passaporto, perché sarà indice di affidabilità e vi permetterà di verificare che tipo di impianto vi è stato eseguito (la differenza di prezzo del lavoro, tra studio e studio, è data anche dal tipo di impianto che viene utilizzato!) se, invece, aveste già eseguito l’intervento, ma non vi fosse stato fornito, richiedetelo al più presto.

In questo modo sarete liberi e tranquilli di girare ovunque e potrete ricevere, se verrà utilizzato un impianto di alto “livello” (brand conosciuto e riconosciuto), le cure che meritate in qualsiasi parte del mondo, ma soprattutto non sarete più ostaggio di “NESSUNO”.

Ricordate che qualsiasi professionista non ha nulla da temere e sarà ben lieto di darvi il passaporto anche perché è un VOSTRO DIRITTO.

A questo punto auguro buon viaggio a chi partirà…a presto.

A presto.

Arrigo

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